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In epoca romana Archivio e Tesoro di Stato erano strettamente collegati. Esisteva uno ius archivi, il diritto alla conservazione dei documenti affinchè questi mantenessero la publica fides: tale diritto era strettamente connesso con il potere ed veniva concesso esclusivamente dalla sovranità.
La definizione dell'archivio in epoca romana e durante il periodo medievale è "luogo nel quale gli atti pubblici sono custoditi affinchè acquisicano fede pubblica".
In epoca moderna viene aggiunta "per la memoria perpetua dei fatti", affermando così il valore della conservazione permanente della documentazione conservata nell'archivio.
 Fino alla metà del 1500 il fine della conservazione dei documenti d'archivio era essenzialmente giuridico (anche se non veniva escluso lo scopo di studio): in seguito gli archivi vengono "scoperti" dalla storiografia, cominciano ad essere interrogati in maniera diversa, diventano oggetto di studio, nascono la teoria e la disciplina archivistica e cominciano a delinearsi quelle che sono le caratteristiche peculiari dell'archivio (per esempio rispetto ad una biblioteca, o ad una raccolta di documenti) e gli elementi costitutivi.
L'Archivio è sì una lente attraverso la quale "scrutare" una società in cui è nato e si è costituito: è però una lente deformata, non uno specchio fedele.
I documenti d'archivio costituiscono certamente una testimonianza storica, ma vanno comunque analizzati ed interrogati in maniera scrupolosa ed attenta.
Ogni tanto accade anche che "l'intelligenza trionfi sul dato" ed essi ci dicano alla fine anche più di quanto volevano farci sapere.
Ecco allora il "mestiere dell'archivista", inteso come ricercatore e come mediatore della ricerca, fondamentale in quanto conoscitore dell'archivio, della sua struttura, della sua storia e del suo patrimonio documentario.
Gli archivi italiani costituiscono il patrimonio documentario più antico e più vasto al mondo: sono ormai ufficialmente un "bene culturale".
Infatti, a livello normativo, "dipendono" dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, istituito nell'ottobre 1998, che riunisce riunisce diverse competenze nel settore della cultura, dello spettacolo alla tutela del paesaggio e della vigilanza sugli organismi sportivi.
La realtà degli archivi italiani è molto complessa e variegata, e le problematiche ad essa connesse sono molteplici, eredità del particolarismo istituzionale e culturale che ha caratterizzato la storia d'Italia fino al XIX secolo. Le vicende storiche hanno un legame spesso diretto con gli archivi: rovesciamento dei regimi e delle strutture politiche, cambiamenti nell'amministrazione della cosa pubblica e degli affari privati, occupazioni militari e relative confische dei documenti, modificazioni geopolitiche, bombardamenti, razzie, distruzioni mirate (incendiare l'archivio di una città la si "cancella" in parte dalla storia...), ecc.
Nelle prossime puntate del nostro viaggio cercheremo di esplorare le diverse tipologie di archivi e di fare una panoramica "sul territorio". Parleremo di Archivi di Stato, archivi di enti pubblici, archivi ecclesiastici, militari, ecc. e cercheremo di mettere a disposizione le esperienze acquisite e, magari, di farci raccontare le vostre.
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