Le "Giornate Mameliane": Genova riscopre il Risorgimento
Claudio Piana
Soddisfazione per il successo della manifestazione. Il ruolo di Genova in uno dei periodi più delicati della storia d'Italia.
Dall'8 al 10 dicembre 2000 Genova ha celebrato le "Giornate Mameliane", organizzate dall' Istitituto Mazziniano .
E' stata una piacevole riscoperta del Risorgimento italiano che, non va dimenticato, ha visto spesso Genova protagonista fino ad essere il luogo dal quale è partita la spedizione dei Mille guidati da Garibaldi il 5 maggio 1860.
Non è stato solo quell'evento a caratterizzare la Superba nel secolo scorso.
Qui nacquero infatti due personaggi simbolo dell'Italia risorgimentale: Giuseppe Mazzini e Goffredo Mameli.
Proprio loro sono stati i protagonisti di questa tre giorni genovese che ha visto anche la presenza di altri patrioti come Garibaldi, Bixio e Drago, cognome materno di Mazzini…
Promotore di quest'iniziativa è stato l'Istituto Mazziniano di Genova, diretto da Leo Morabito e avente sede in via Lomellini, in quella che fu la casa natale del fondatore della Giovine Italia.
Gens ha aderito all'iniziativa e collaborato con l'Istituto fornendo i nominativi, tratti dal nostro data-base, degli omonimi di Garibaldi, Mameli, Bixio, Drago e Mazzini sparsi in tutta Italia e riunitisi in un suggestivo e simpatico incontro avvenuto a Palazzo Ducale a Genova sotto le note di "Fratelli d'Italia".
Questo ha fatto in modo, così, che Giuseppe Garibaldi e Anita Garibaldi si presentassero a Giuseppe Verdi o addirittura a Carlo Alberto brindando naturalmente con lo spumante italiano "Conte di Cavour".
Lo spunto è stato dato dalla ricorrenza del 153° anniversario dell'inno nazionale che venne eseguito per la prima volta proprio il 10 dicembre del 1847 durante una manifestazione patriottica tesa a ricordare i 100 anni della liberazione di Genova dagli austriaci nel 1747 e celebre per l'episodio di Balilla.
Una manifestazione importante perché fu la prima patriottica del Risorgimento e perché vi parteciparono trentamila persone provenienti da ogni parte d'Italia, a dimostrazione che i tempi erano maturi per l'unità italiana e la definitiva cacciata dello straniero.
Il nostro inno nazionale, del quale l'Istituto Mazziniano custodisce lo spartito originale, è stato al centro del dibattito che ha fatto seguito all'incontro tra gli illustri omonimi e si è concluso con l'assoluzione piena dopo che, soprattutto in questi ultimi anni, spesso se ne è chiesta la sostituzione.
Genova, Capitale Europea della Cultura nel 2004, ha compiuto così un bellissimo salto in un passato molto importante e determinante non solo per lei ma per la storia di tutto il Paese e Gens è orgogliosa di aver potuto contribuire a questa rievocazione.
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