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Il rito si diffuse quando i campi non avevano sistemi d'irrigazione e uomini ma soprattutto donne partivano all'alba in direzione dell'appezzamento.
È qui che molto spesso le donne venivano morse da un ragno: la Tarantola.
Il rito terapeutico si svolgeva in diverse zone, ma per lo più nelle proprie case dove con l'aiuto della musica i tarantolati entravano in uno stato di incoscienza e ballavano per ore ed ore fino a cadere stremati a terra portando alla morte la tarantola. (scarica il video di Giuliano Capani:"Tarantate - un documento live del 1974" in formato avi - dimensioni 553 KB)
La musica quindi, ha un'importanza notevole in questo processo, infatti solo grazie alla "pizzica", suonata con un violino e un tamburello, la vittima si scatenava e riusciva a superare il suo stato di malessere.
In realtà tutto ciò si può spiegare con il fatto che il ballo permette di espellere il veleno sudando, per la credenza popolare era però importante in quanto esorcizzava il male che si credeva fosse racchiuso all'interno della vittima.
Come si può vedere molto si è studiato e scritto sulla tarantella, protagonista di alcuni libri e anche di alcuni film come La sposa di San Paolo (nell'immagine accanto una scena del film) o Pizzicata
Tra i libri è doveroso citare "La terra del rimorso" di Ernesto De Martino (Il Saggiatore 1961)
La nascita del fenomeno nel Salento si fa risalire al 1100 (anche se in molti sono propensi ad anticipare notevolmente la datazione) e si manifesta in maniera diffusa almeno sino a tutto l'800.
A Napoli questo ballo si impone nel'500 con l'avvento spagnolo, ma era sicuramente già conosciuto e praticato nei secoli precedenti proveniente dalla Puglia.
Anche se in principio era unicamente accompagnato dagli strumenti, in seguito a volte si unisce il canto di varie canzoni che ha valenza esorcistica e racchiude un'esortazione a proseguire la danza perché la tarantola non è ancora morta.
Proprio l'importanza del simbolismo nella "Pizzica tarantata" conferiva ai suonatori il carattere di esorcisti, di medici e di artisti.
Gli strumenti che accompagnano il ballo sono la chitarra , il cembalo, il violino e soprattutto il tamburello.
Anche se oggi il fenomeno del tarantismo come cura del morso si è concluso in quanto non esiste più la credenza che la tarantola "pizzichi" e provochi una malattia, ci si riunisce ancora nei luoghi "magici" (che magari si sono allargati anche a pub o ristoranti) e si balla questa caratteristica danza.
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