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Il fenomeno dell'immigrazione argentina di ritorno

L'Italia è sempre stata, soprattutto dall'unificazione fino agli anni '70, una terra d'emigrazione.
A partire dagli anni '80 si è cominciata a registrare un'inversione di tendenza: ora l'Italia è una delle nazioni europee verso cui si dirige una parte sempre più considerevole dei flussi migratori, tanto che il problema della regolamentazione di tali flussi è sempre più vivo e scottante.

Fra i tanti flussi migratori che investono il nostro paese è stato notato un fenomeno particolare, appena emergente, del quale noi di GENS abbiamo un personale riscontro: l'immigrazione di ritorno dall'Argentina.
I nostri contatti, gli scambi, le ricerche documentarie effettuate per gli oriundi residenti in Argentina e intenzionati a richiedere la cittadinanza italiana si sono molto intensificate negli ultimi mesi, tanto da spingerci non solo ad annotarne le proporzioni, ma anche ad interrogarci sulle cause.
Abbiamo cominciato a chiedere a quanti si rivolgevano a noi (con molte aspettative, molta fretta ed una certa dosa di ansia) perchè desideravano così tanto acquistare la cittadinanza italiana.
Spesso non c'è stato bisogno di chiedere, perchè le cause personali e le considerazioni generali sulla cittadinanza italiana emergevano quasi contestualmente alle primissime operazioni di contatto. Il tipo di risposte che abbiamo ricevuto hanno trovato conferma in quanto ha titolato qualche settimana EL PAIS, il maggior quotidiano spagnolo (ripreso da un'articolo apparso su l'Avvenire del 5 gennaio scorso).
Gli argentini fuggono (verso Spagna e Italia) da una crisi economica che ha investito il paese e che lo ha portato, ormai si sa, sull'orlo della bancarotta.

L'Argentina è dal punto di vista demografico uno dei paesi più giovani del mondo.
Intorno al 1870 l'Argentina aveva 1,7 milioni di abitanti, prima della Grande Guerra il saldo immigratorio era salito a 3 milioni: una proporzione che non ha paragoni neanche negli altri tradizionali paesi d'immigrazione.
Negli anni 20 era uno dei paesi più ricchi al mondo: i cereali, la carne e la lana argentine erano prodotti con tecniche moderne, ma con manodopera (gli immigrati) a costo di molto inferiore rispetto ai livelli europei.
Il crollo del modello agroesportatore determinò la fine della properità argentina, e diede inizio ad un lungo periodo di oscillazioni tra crisi economiche gravi e parziali miglioramenti, a cui è corrisposta una forte instabilità politica, con l'alternarsi dei regimi democratici alle più feroci dittature militari, in un insieme di circostanze che hanno inferto seri colpi alla traballante economia argentina.
In questo momento l'Argentina si trova davanti ad una grave crisi economica, con la stagnazione e recessione del paese: è, si dice, sull'orlo della bancarotta.

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