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Seconda puntata sugli Archivi: gli archivi di Stato

Nel secondo numero della nostra newsletter abbiamo pubblicato la "prima puntata" della "guida di Gens agli archivi italiani e al loro immenso patrimonio documentario", in cui abbiamo cercato di far un piccolo excursus sulla natura e sulla storia degli archivi in Italia.
Il mondo degli archivi è affascinante e complesso: spesso l'esplorazione di un archivio è stata paragonata metaforicamente ad un'immersione in mare: la metafora non calza solo al lavoro approfondito e minuzioso che può richiedere una ricerca in archivio, ma è appropriato anche al momento della scoperta, o della prima "navigazione" all'interno degli archivi.

La maggior parte della documentazione archivistica è conservata "per istituzioni", cioè (secondo quanto è stato detto nella prima puntata sull'esigenza primaria di creare archivi per la propria autodocumentazione) facente capo al soggetto che l'ha prodotta, o ereditata.
La prima domanda da porsi per fare ricerche in archivio è relativa al soggetto che può aver prodotto il documento che ci interessa trovare. Chi, in un dato periodo, compilava quel tipo di atto? Per quali motivi? Quale può essere l'iter burocratico, ma anche archivistico, che ha percorso il documento? Dove posso trovare ora la documentazione relativa a quel periodo e a quel territorio?
Queste non sono domande semplici a cui rispondere. La ricerca d'archivio è sempre un "percorso accidentato" (Zanni Rosiello, 1996). Non si hanno mai risposte ovvie: le vicende che hanno attraversato l'Italia nella storia si sono ripercosse sui documenti d'archivio spesso in maniera oscura e di non facile comprensione. Bisogna tener conto da una parte di ciò che è successo nella storia italiana (quali erano i vari stati italiani prima dell'Unità, il tipo di amministrazione che avevano, i territori che comprendevano, ecc.), e dall'altra del come queste vicende abbiano influenzato la conservazione dei documenti.
Certamente non è possibile conoscere a priori, "sulla carta", l'insieme di queste vicende: per questo esistono gli archivisti e gli strumenti di guida (inventari, indici, repertori, spogli, guide all'archivio) che possono dare spiegazioni sul posseduto dei singoli archivi, e magari indirizzare la ricerca sulla strada giusta.

La normativa sugli archivi
Gli archivi italiani dipendono dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e l'organizzazione archivistica è regolata dalle disposizioni contenute nel "Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali" (D.L. 29 ottobre 1999, n.490).
Nel testo di legge viene definito che cos'è un "bene archivistico", e tale definizione identifica anche le tre tipologie fondamentali di archivi:
- archivi e singoli documenti dello Stato, cioè gli archivi statali
- archivi e singoli documenti degli enti pubblici non statali
- archivi e singoli documenti appartenenti a privati.

Per cercare di definire il panorama generale degli archivi italiani abbiamo pensato di cominciare partendo dagli Archivi statali, che in percentuale non sono i più numerosi, ma la cui struttura è più chiaramente identificabile, in quanto, appunto perchè statali, sono definiti e discipinati dalla legge di cui sopra.

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