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Il lungo viaggio senza ritorno

Aldo Cesar Zappelini

Presentazione

IL LUNGO VIAGGIO SENZA RITORNO è una storia di Pedro Zappelini.

Non pretende essere la "storia" di Pedro Zappelini, perché nessun sondaggio in una monografia così genuina può pretendere la comprensività e la profondità di un racconto tanto importante.
Ancora di più, nel confronto dell'inesistenza di un filo conduttore unico perché la storia non procede linearmente.

Nasce Pedro Zappelini, figlio di Innocente (Innocens) e di Maria Bovi, nel 23 maggio 1879, nel paese di San Benedetto Po, provincia di Mantova, nel nord dell'antica Italia. Il suo corpo muore a Tubarão, nello Stato di Santa Catarina, in territorio brasiliano, nel 23 giugno 1964, all età di 85 anni.
È emigrato in Brasile verso il 1892 con sua madre Maria Bovi, vedova in quel tempo, i fratelli Amilcare, Giuseppe Garibaldi e la sorella Carmela.
Una famiglia che ha scommesso in un mondo che stava cambiando, in uno scenario di concorrenza tra gruppi stranieri. Spinto dall' inclinazione ed intelligenza, Pedro è stato propiziatore di progresso e di civilizzazione, nonostante la sregolata, irrazionale e crudele politica di colonizzazione eseguita dal governo brasiliano rispetto agli stranieri, nei primi tempi.
Inorgogliamoci degli atti eroici di Pedro, dei fratelli Amilcare, Giuseppe Garibaldi, della sorella Carmela e della madre Maria Bovi, come di tanti altri della famiglia Zappelini che sono arrivati prima. Ed anche di centinaia di immigranti italiani che, con perseveranza, lavoro ed onestà, ci hanno lasciato una società familiare ben strutturata. Il tentativo di comprimere tanto in uno spazio così limitato, ha imposto inevitabilmente la decisione su che cosa omettere e cosa includere.
La ricerca ha avuto come base centrale, una serie di informazioni genealogiche anteriormente preparate e consultate dal frate Juarez De Bona (anche lui della famiglia Zappelini). Risulta che IL LUNGO VIAGGIO SENZA RITORNO è un tema offerto come un racconto sperimentale e provvisorio, così come una prospettiva personale.

Tanti i sogni e le speranze per una vita migliore portavano gli emigranti nei loro bagagli, all' incontro con la nuova patria.
Questi uomini inventivi, hanno avuto forza, resistenza e iniziativa, per sopportare le solitudini sconfinate nelle terre estranee alla loro patria. Nessuno, in qualsiasi maniera, può diminuire il grande contributo che questi gruppi di coloni hanno portato al progresso economico e sociale di questa patria adottiva.
Più che rendere un omaggio ai nostri antenati, è registrare il passato e ciò riscatta una parte importante dei valori acquistati durante centinaia di generazioni. Un debito importante che abbiamo con noi stessi perché, alla fine, siamo una parte viva di questa eredità dei geni e delle tradizioni che è di grande valore.

Questo spazio è dedicato ai bravi ed onorevoli antenati Maria Bovi (madre), Giuseppe Garibaldi, Pedro e Amilcare, che alla fine del secolo passato, hanno riunito i loro scarsi beni in pesanti bauli, e alimentati dai sogni per una vita migliore hanno lasciato l'Italia, sopportando un viaggio di quasi un mese su una nave a vapore in direzione di questa nuova America.
È una saga non molto diversa di quella degli altri valorosi immigranti italiani ai quali rendo anche questo genuino omaggio.

Noi italiani lavoratori.
Allegri andiamo in Brasile.
E voialtri d'Italia signori.
Lavoratelo in vostro badile.
Se volete mangiare.
Noi, lavoratori italiani.
Andiamo contenti in Brasile.
E voi, nobili dell'Italia.
Prendete la pala.
Se volete mangiare.

Era questo lo spirito, era questa la canzone degli emigranti italiani, sulle le loro navi.

Aldo Cesar Zappelini (nipote di Pietro Zappelini)
Aldo Cesar Zappelini Copyright

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I lettori interessati alle vicende anagrafiche della famiglia Zappelini o all'utilizzo dei testi devono contattare l'autore, Aldo Cesar Zappelini, scrivendo a: aldocz@terra.com.br

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