Trentino Alto Adige: dalla dominazione romana all'autonomia regionale - GENSnews - anno 2001 n° 5 del 15/05/2001
Trentino Alto Adige: dalla dominazione romana all'autonomia regionale
Come suggerisce il nome stesso il Trentino Alto Adige è costituito da due diverse regioni: il Trentino, che corrisponde alla provincia di Trento, abitata da popolazioni di lingua italiana e l’Alto Adige o Sud Tirol, che fa capo alla provincia di Bolzano, la cui popolazione è invece prevalentemente di lingua tedesca perché discendente da antiche stirpi germaniche che si stabilirono nelle sue valli fin dal Medio Evo.
Il Trentino Alto Adige infatti, in conseguenza della sua collocazione naturale, che lo pone come crocevia tra i paesi del nord Europa e quelli del bacino del Mediterraneo, ha rappresentato fin dall’antichità un importante luogo di incontro e di scambio culturale ed umano. Questo ha fatto sì che si trovassero a convivere, nello stesso territorio, popoli con radici culturali differenti ed appartenenti a ceppi linguistici distinti; due tra questi vennero ben presto a prevalere per numero: quello italiano e quello tedesco. Essi ancor oggi abitano nella medesima regione, anche se la convivenza tra queste due comunità non è sempre stata facile.
Alla storia di questa terra appartiene inoltre una lunga tradizione di autogoverno che giunge fino ai giorni nostri: dopo essere passato attraverso la dominazione romana, che interessò i secoli I e II a.C., il Trentino sperimentò, a ondate successive, le invasioni di numerose popolazioni barbariche. L’occupazione dei Franchi, che fu l’ultima in ordine di tempo, pose le premesse affinché il suolo trentino diventasse una marca carolingia e fosse incorporato nel secolo IX nel Sacro Romano Impero.
La spinta indipendentistica di questa regione emerse in modo preponderante già nel 1027 con l’avvento del Principato vescovile di Trento, comprendente il Trentino e parte dell’Alto Adige, la cui esistenza si protrasse per ben otto secoli, fino al 1802, quando si verificò l’invasione austriaca. La dominazione degli Asburgo, brevemente interrotta sette anni dopo dalla discesa di Napoleone Bonaparte, il quale riuscì ad ottenere momentaneamente la cessione del Trentino e di parte dell’Alto Adige dall’Austria, riprese nel 1814 con l’annessione del Trentino alla Contea principesca del Tirolo.
Non molti anni dopo tuttavia iniziò ad emergere una certa insofferenza nei confronti della sovranità austriaca da parte di coloro che anelavano al ricongiungimento del Trentino alla "madrepatria" italiana; tale fermento trovò espressione nel movimento irredentista, che già a partire dal 1848 si impegnò alla realizzazione dell’accorpamento del Trentino al Regno d’Italia, anche se questo avrebbe avuto compimento soltanto al termine della prima guerra mondiale.
Proprio in seguito al conseguimento della pace si presentò però al governo italiano una nuova ed importante questione da risolvere che l’annessione delle cosiddette "terre irredente" portava inevitabilmente con sé: la necessità di trovare una mediazione tra la notevole autonomia di cui esse avevano goduto durante il periodo di appartenenza alla Contea principesca del Tirolo, e a cui non volevano completamente rinunciare, e la nuova condizione di membri del Regno d’Italia e, come tali, sottoposti alle direttive del governo centrale.
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