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Il Palio di Siena tra storia e folklore - GENSnews - anno 2001 n° 7 el 27/08/2001

Il Palio di Siena tra storia e folklore

Quella del Palio è per Siena una giornata davvero speciale, in cui gli animi si infiammano, il cuore della città palapita più forte, ed i senesi danno libero sfogo al proprio ogorglio cittadino. Da secoli ormai la manifestazione si svolge invariata, ma essa riesce comunque a suscitare ogni anno passioni sempre nuove e sempre più coinvolgenti.
Il culmine della manifestazione si svolge tradizionalmente nella celeberrima piazza del Campo dei Fiori, da sempre centro della vita civile e storica di Siena, giustamente famosa per la sua originalissima forma a conchiglia, che la rende di grande effetto scenografico, facendone una delle piazze più belle d'Europa.


Questa festa, che deriva dalla consuetudine tutta medioevale di continue giostre con carattere di gara o di gioco, si svolge due volte all'anno, il 2 luglio e il 16 agosto: la prima di esse fu istituita nella prima metà del XVII secolo per celebrare i miracoli della Madonna di Provenzano, mentre la seconda, che è generalmente la più attesa, venne istituita in onore della Vergine Assunta, e le prime notizie relative ad essa risalgono al 1147.
Il Palio consiste in una corsa di cavalli montati da fantini e da un corteo di figuranti che indossano gli abiti delle 17 contrade presenti nella città, che un tempo riunivano tutti coloro che abitavano nello stesso territorio e facevano lo stesso lavoro, e che prendono il nome da animali veri o fantastici, da elementi naturali o da simboli guerreschi; ciascuna ha la propria chiesa, il proprio museo e la propria comparsa, cioè un gruppo di persone che in occasione del Palio sfilano con i fastosi costumi rinascimentali, portando armi e vessilli rappresentativi di ogni contrada.

Delle 17 contrade (Aquila, Chiocciola, Onda , Pantera, Selva, Tortuca, Civetta, Leocorno, Nicchio,Torre, Valdimontone, Bruco, Drago, Giraffa, Istrice, Lupa, Oca) soltanto10, scelte a turno, si contendono ogni anno la vittoria.
I cavalli vengono assegnati dalla fortuna ed il sorteggio di un buon cavallo può ovviamente essere decisivo per l'esito positivo della competizione; nei giorni immediatamente precedenti alla corsa si fanno sei prove durante le quali spesso le contrade amiche stringono le ultime alleanze, non soltanto allo scopo di aiutarsi durante la gara, ma soprattutto per impedire alle contrade rivali di vincere.
Piazza del Campo si trasforma completamente: s'innalzano tutto intorno gradinate per gli spettatori ed il palco per la giuria che controllerà la regolarità della gara; la parte centrale della piazza, ricoperta di mattoni rossi, detta nicchia, viene circondata da transenne e l'anello rimasto libero tra le gradinate e le transenne viene ricoperto da uno strato di terra gialla tufosa, che costituisce la pista dove correranno i cavalli.

Nei giorni precedenti la corsa il cavallo che è stato sorteggiato per ciascuna contrada è oggetto di tutte le attenzioni possibili, in modo che al momento decisivo possa rendere al meglio ed esprimere al massimo le proprie potenzialità: è preso in consegna dal cosiddettobarbaresco, il quale provvede all'alimentazione dell'animale, controlla che questo abbia un sonno tranquillo e lo segue fino al momento della corsa, quando cioè lo consegnerà nelle mani del fantino.

Il giorno della gara è atteso con forte trepidazione non soltanto dai senesi, che appartengono ad una o all'altra delle contrade in lizza, ma anche da un grande numero di appassionati che, in occasione della manifestazione, accorre ogni anno da varie parti d'Italia e anche dall'estero per non perdere questo appuntamento così denso di significato ed unico al mondo.
La mattina della corsa la città si colora e si anima: già dalle 8:00 rieccheggia per le vie il rintocco pesante del Sunto, la grande campana della Torre del Mangia, che solo in circostanze speciali fa udire il proprio suono; i membri di ogni contrada iniziano ad osservare gli eventuali auspici, ossia i segni premonitori che potrebbero preannunciare una prossima vittoria; agli angoli delle case ed in ogni piazzetta della città vengono appese le caratteristiche bandiere delle contrade, mentre il cencio, come viene chiamato lo stendardo del vincitore, viene esposto nella Chiesa di Santa Maria di Provenzano, per il palio del 2 luglio, e all'interno del Duomo per il palio del 16 agosto.

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