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I Mormoni: genealogisti per fede - GENSnews - anno 2001 n° 7 del 27/08/2001

I Mormoni: genealogisti per fede

Sono trascorsi ormai più di 170 anni da quando Joseph Smith, fondatore e profeta della fede mormone, diede vita, il 6 aprile del 1830, alla Chiesa di Gesù Cristo nella città di Fayette, nella contea di Seneca.
Sin dalla sua origine questa comunità religiosa non ebbe vita facile: contro i suoi membri furono messe in atto ripetute persecuzioni, che portarono all'uccisione dello stesso Smith per opera degli abitanti di Nauvoo (città di cui egli era divenuto sindaco), adirati contro di lui perchè nel 1843 aveva istituito, per rivelazione, la poligamia.
Ciò indusse i mormoni alla ricerca di una nuova terra: ebbe inizio così un lungo viaggio (durato 17 mesi), che li condusse, attraverso più di 2.250 chilometri, nella regione dello Utah, ai piedi delle Montagne Rocciose, dove essi fondarono nel 1894 la città di Salt Lake City, ancor oggi sede della loro comunità.

Sono proprio le aride Wasatch Mountains a custodire, al riparo da calamità naturali o da eventuali furti, come in una fortezza sorvegliata permanentemente, una vera e propria anagrafe sotterranea: in questo desertico canyon si aprono infatti centinaia di cunicoli, scavati nel granito, che contengono gli originali e i negativi di milioni di microfilms con i nomi di oltre due miliardi di persone vissute dal 1500 fino ad oggi.

Ma cosa spinge i mormoni a conservare i nomi dei morti con tanta cura e scrupolosità e da dove nasce il loro conseguente interesse per la genealogia? Dalla necessità degli aderenti a questa fede di rintracciare i propri antenati per poterli battezzare.
Anche i defunti, che non aderirono in vita al credo mormone, possono infatti ascendere alla gloria celeste mediante una sorta di battesimo "retroattivo", considerando che soltanto la famiglia nella sua interezza può accedere al più elevato dei tre cieli nel Regno di Dio.
Coloro che sono in vita dunque, essendo le anime dei morti prive di corpo e non potendo quindi ricevere il battesimo direttamente, devono aiutare i propri antenati ad ottenere la salvezza facendosi battezzare al loro posto.
A questo scopo è però indispensabile ricostruire ogni tipo di parentela e di legame genealogico, radunando tutte le informazioni anagrafiche necessarie sui propri avi defunti, affinché anch’essi possano godere delle benedizioni del Vangelo.

Da più di un secolo così la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni raccoglie nomi grazie al lavoro assiduo e volontario di un numero crescente di missionari (se ne contano ormai almeno 40 mila) che batte palmo a palmo le anagrafi comunali e gli archivi parrocchiali di tutto il globo alla ricerca di certificati di nascita, di battesimo, di matrimonio e di morte, con un impegno ed una tenacia che hanno portato alla fondazione di numerosi centri di raccolta informazioni in 111 paesi del mondo.
Non c'è nazione che i mormoni intendano tralasciare: in Francia essi hanno ormai microfilmato la quasi totalità degli archivi di stato civile; in Gran Bretagna, Germania e Olanda sono già risaliti al Medioevo ed anche in Italia, dove si contano più di 14000 fedeli, essi hanno aperto numerosi Centri Genealogici, ottenendo risultati soddisfacenti soprattutto in Sicilia, in Tosacana e nelle province di Parma, Trento, Bolzano e Torino.

Tutti i documenti rinvenuti vengono pazientemente microfilmati e trasferiti nell'archivio centrale sul Grande Lago Salato, che può contenere fino a 26 milioni di microfilms da 300 volumi circa, e a cui nessuno, tranne tecnici e archivisti, può accedere.
Tuttavia, allo scopo di rendere questi documenti accessibili a tutti, copie di ogni certificato sono conservate nella Biblioteca genealogica principale di Salt Lake City, un grande edificio suddiviso in piani, ciascuno dei quali corrisponde ad una determinata area geografica, dove lavorano 250 volontari con il compito di aiutare i ricercatori.

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