Eduardo De Filippo: punto d’arrivo e di partenza - GENSnews - anno 2001 n° 7 del 27/08/2001
Eduardo De Filippo: punto d’arrivo e di partenza.
Breve storia di un grande nome della cultura italiana.
di Maria Procino Santarelli
"Diciamo di solito che per l’uomo la nascita è il punto di partenza e la maturità il punto d’arrivo. Io l’ho sempre visto rovesciato questo concetto e cioè la nascita per l’uomo è il punto di arrivo su questa terra. Quello che egli realizza nel corso della sua vita, da adulto e la immancabile morte è il punto di partenza per quelli che vengono dopo di lui, i giovani (...) La vita che continua è tradizione (...) Certo se ci si ferma al passato diventa un fatto negativo, ma se ce ne serviamo come trampolino di lancio, salteremo più in alto che se partissimo da terra".
Questa è stata la concezione del tempo e della vita di Eduardo De Filippo, uno degli attori e autori più importanti del panorama teatrale italiano, un uomo che con il suo lavoro e con la sua arte ha contribuito alla diffusione della cultura italiana nel mondo.
Eduardo nasce a Napoli il 24 maggio 1900 figlio naturale di Luisa De Filippo e di uno dei più grandi e famosi attori dell’epoca Eduardo Scarpetta.
Vive in teatro fin da piccolo imparando a fare di tutto dall’attrezzista all’amministratore.
Nel 1931 forma con i fratelli Titina e Peppino il ‘Teatro Umoristico i De Filippo’: sono gli anni di commedie esilaranti come Natale in casa Cupiello, L’ultimo bottone di Eduardo e Don Rafele ‘o trumbone di Peppino. I tre attori sono applauditi in tutt’Italia. Eduardo incontra proprio in questi anni Luigi Pirandello e insieme scrivono una commedia in quindici giorni: L’abito nuovo.
E’ instancabile: "Senza pubblico – scriverà nel 1936 sulla rivista ‘Il Dramma’ – come può vivere un attore senza pubblico? (…) Recito da venticinque anni, e ne ho trentasei. E’ incredibile, ho già divertito due generazioni: gli ultimi dell’Ottocento e i primi del Novecento".
Ancora non sapeva che avrebbe divertito quasi tutte le generazioni del Novecento.
1945: per i De Filippo è il momento di prendere strade diverse. Peppino arriva nella compagnia Villi-Brazzi-Sordi recitando per la stagione romana nella rivista Imputati... alziamoci! di Michele Galdieri; organizza la sua compagnia la ‘Compagnia Peppino de Filippo’ che diviene poi ‘La compagnia del Teatro Italiano Peppino De Filippo’, e mette in scena Non sei mai stato così bello di Nelli e Mangini. Recita al Teatro Olimpia di Milano il 24 agosto con I casi sono due. La separazione è ormai definitiva.
"Un normalissimo fatto teatrale - la definirà Peppino in un’intervista - di quelli che prima o poi debbono per forza verificarsi".
Eduardo il 25 marzo 1945 al Teatro San Carlo di Napoli allestisce una nuova commedia Napoli Milionaria! accanto a lui sul palcoscenico c’è Titina, dietro le quinte l’insostituibile amministratore – giornalista Guido Argeri. La compagnia sarà "Il teatro di Eduardo con Titina de Filippo" poi "Il teatro di Eduardo".
Napoli Milionaria è un punto d’arrivo e di partenza: il primo atto ricorda il teatro umoristico, raffigura una Napoli ma soprattutto un’umanità che stanno cambiando; il secondo atto c’invita a riflettere, gli uomini sono diversi, la guerra ha messo fuori il meglio ed il peggio dell’animo umano, il dramma è lì davanti a tutti. Eduardo libera il teatro da una rigida censura che fino ad allora non ha permesso né di rappresentare i soldati come sconfitti e né di rappresentare la distruzione delle famiglie, la guerra vista dai civili come terribile tragedia collettiva. L’autore chiede pietà per i suoi personaggi e per quello che è accaduto: chiederà di perdonare ma non di dimenticare, altrimenti la ‘nuttata’ non passerà mai.
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