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Balthus in mostra a Venezia - GENSnews - anno 2001 n°8 del 28/09/2001

Balthus in mostra a Venezia

Si è aperta il 9 Settembre la mostra allestita a Palazzo Grassi dedicata a Balthus, al secolo Balthazar Klossowski De Rola, l'artista parigino di origine polacca recentemente scomparso all'età di 92 anni; l'esposizione, che si protrarrà fno al 6 Gennaio 2002, offre ai visitatori un'ampia rassegna di opere del maestro, attraverso la quale è possibile ripercorrere la sua evoluzione iconografica.

Figlio del critico d'arte e pittore Eric Klossowski e di Baladine, autrice di acquerelli, Balthus fu a stretto contatto con il mondo della pittura già dall'infanzia: la sua casa era frequentata da artisti del calibro di Cézanne, Matisse, Mirò, Masson, sotto l'egida dei quali si compì la sua formazione artistica, pur essendo egli fondamentalmente un autodidatta.
Cresciuto in un ambiente colto e raffinato egli ebbe modo di esprimere precocemente la propria vocazione figurativa: aveva appena dodici anni quando venne pubblicato il suo primo libro di disegni, intitolato Mitsou, accompagnato da una prefazione scritta da Rainer Maria Rilke, che fu tra i primi ad intuirne il genio pittorico: esso è la storia del suo gatto raccontata attraverso le immagini tracciate dalla sua abile mano sui fogli.
Suoi veri modelli furono però Masaccio e soprattutto Piero della Francesca, dallo splendore delle cui opere egli rimase affascinato già durante il suo primo viaggio in Italia nel 1926; il grande entusiasmo per aver potuto osservare direttamente i capolavori di chi egli considerava un vero e proprio maestro è chiaramente espresso in un passso della lettera che Balthus scrisse al professor Strhol dopo il suo soggiorno aretino: "Il desiderio di venire fin qui a vedere le opere di Piero della Francesca mi ha perseguitato per gli scorsi cinque anni.....Ma adesso, che meraviglia!"(...)
Tale ammirazione è del resto testimoniata da alcune copie di paesaggi ad acquerello che egli realizzò proprio sul finire degli anni '20, mostrando già la sua impronta di neoclassico, amante del Rinascimento.

La prima esposizione delle sue opere avvenne nel 1934 presso la Galleria Pierre Matisse di Parigi, sollevando un'ondata di polemiche e critiche, essendo le sue opere considerate quasi unanimemente scandalose dalla critica; in particolare destarono grande scalpore i dipinti Lezioni di chitarra e La Rue, che furono all'epoca interpretati come delle mere volgarità prive di ogni valenza artistica.
Già in questi lavori Balthus manifestò la propria opposizione alla corrente pittorica del Surrealismo, cui molte volte egli fu erroneamente accostato, da lui stesso invece definita "un fallimento dell'arte; nella sua opera sono piuttosto rintracciabili influssi sottilmente complessi con riferimenti che spaziano dal già citato Piero della Francesca a Paolo Uccello a Derain.
Questa "contaminazione", se così la si può definire, ha conferito al lavoro di Balthus un'unità compositiva decisamente classica ed un controllo dei mezzi tecnici, che venne ben presto ad eliminare gli aspetti più descrittivi presenti nei primi quadri, fino a raggiungere un'astratta purezza rappresentativa - esempio di ciò è l'uso dei colori con tonalità molto basse ma intense.

La mostra veneziana offre una carellata estremamente ricca e completa del repertorio figurativo del pittore, presentando ben 250 opere, molte delle quali risalenti proprio al periodo della giovinezza, e dunque non più esposte al pubblico da quel lontano 1926. Per allestire questa retrospettiva è stato necessario il contributo di oltre 90 musei internazionali, oltre a collezioni private e istituzioni culturali, quali il Metropolitan Museum e il Museum of Modern Art di New York, il Centre George-Pompidou, il Museo Picasso di Parigi e la Tate Gallery di Londra, il che ha coinvolto ben 10 diversi paesi europei e d'oltreoceano (Germania, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Italia, Liechtenstein, Montecarlo, Svizzera, Stati Uniti e Messico).

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