La Galleria degli Uffizi e i suoi sette secoli d'arte - GENSnews - anno 2001 n° 9 del 31/10/2001
La Galleria degli Uffizi e i suoi sette secoli d'arte
 La Galleria degli Uffizi costituisce la più grande esposizione di pittura italiana ed anche una delle più imponenti a livello mondiale. Costruito tra il 1560 ed il 1580 il Palazzo degli Uffizi conserva ancora intatto il suo originario splendore, nonostante i suoi quattro secoli di vita.
La sua edificazione fu voluta da Cosimo I de' Medici allo scopo di ospitare gli "uffici", ossia le sedi amministrative del Ducato di Toscana, che andava accrescendo sempre più la propria potenza. La realizzazione del progetto fu in un primo momento affidata all'architetto di corte Giorgio Vasari, morto nel 1574, il quale non potè vedere terminata la propria opera, che fu portata a compimento da Bernardo Buontalenti, intellettuale appassionato d'arte.
Quest'ultimo, pur lavorando su un progetto non suo, seppe comunque infondere il proprio stile all'edificio: curò infatti personalmente la costruzione della Tribuna, che costituì il primo nucleo del museo artistico, essendo stata appositamente concepita per ospitare i capolavori della collezione privata della famiglia Medici. Il Granduca Francesco I infatti concesse sin dal 1591 la possibilità di visitare questa sala a chi a chi lo richiedesse, facendo così degli Uffizi la prima galleria aperta al pubblico.
Per volere dello stesso duca, il Buontalenti realizzò anche al primo piano dell'edificio un vano adibito a teatro, di cui oggi si può ancora riconoscere l'ingresso, mentre il resto della stanza è stato successivamente utilizzato per ampliare lo spazio espositivo del museo.
I membri della famiglia de' Medici, grandi cultori d'arte, continuarono nel corso del loro lungo dominio ad arricchire la collezione con pregiate opere da loro stessi commissionate ai principali pittori e scultori dell'epoca oppure talvolta acquistate, come nel caso del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, una raccolta di autoritratti, tra le maggiori al mondo nel suo genere, che comprende più di 100.000 disegni ed incisioni.
Quando anche Gian Gastone, l'ultimo rappresentante del casato dei Medici morì senza lasciare eredi, la sorella Anna Maria Ludovica stipulò nel 1737 una sorta di Convenzione con la città di Firenze alla quale volle fosse ceduto tutto quanto il patrimonio artistico di famiglia. Nel 1789 tutte le opere vennero nuovamente riordinate e l'esposizione fu definitivamente aperta al pubblico.
Nel corso dei secoli la disposizione dei capolavori degli Uffizi ha subito numerose modifiche: nel XIX secolo il museo fu sottoposto ad una radicale riorganizzazione; gran parte del materiale archeologico in esso contenuto fu collocato all'interno del Museo a Palazzo della Crocetta, mentre le sculture medioevali e rinascimentali furono trasferite al Bargello. La collezione degli Uffizi fu ulteriormente arricchita di altri dipinti italiani in conseguenza della soppressione di alcune chiese e monasteri della città e la confisca delle proprietà religiose lì conservate.
 Anche lo stesso Palazzo degli Uffizi ha subito diversi rimaneggiamenti: esso è stato riadattato di volta in volta al gusto dell'epoca, così che oggi si possono riconoscere i segni di interventi successivi e di stili artistici e decorativi differenti. Le volte del secondo e del terzo corridoio ad esempio, ornate con allegorie di città toscane, immagini di importanti uomini fiorentini, virtù, scienze e arti furono realizzate soltanto nella seconda metà del Seicento.
Verso la fine del 1800 furono portate a termine altre significative ristrutturazioni in diverse sale dell'edificio, finchè nel 1989, quando l'l'Archivio di Stato, che si trovava al primo piano del palazzo, venne trasferito in piazza Beccaria, nuovi vani poterono essere adibiti all'esposizione di opere d'arte.
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