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La Galleria degli Uffizi e i suoi sette secoli d'arte - GENSnews - anno 2001 n° 9 del 31/10/2001

Parte dell'edificio dovette essere ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che danneggiarono in particolare il Corridoio Vasariano, nuovamente devastato dalla bomba esplosa nell'attentato terroristico del 1993.
Questo, oltre a collegare piazza della Signoria con Palazzo Pitti, era anche funzionale alla sicurezza del granduca: venendo dalla sua residenza egli poteva giungere ad una finestra segreta che gli consentiva di assistere, senza essere visto, alle udienze che si tenevano a Palazzo Vecchio e, in caso di sommossa, poteva velocemente raggiungere il giardino di Boboli e da qui il sicuro rifugio della Palazzina del Belvedere.

Oggi la Galleria degli Uffizi comprende ben 1800 opere, distribuite in circa 45 sale, realizzate nel periodo compreso tra il XIII ed il XVIII secolo. I dipinti sono generalmente suddivisi in vani che ospitano tutti i dipinti di un unico artista (ben quattro sale sono dedicate ai quadri di Botticelli) oppure quelli che possono essere ricondotti allo stesso periodo e paese di realizzazione.

Il primo corridoio comprende le stanze destinate all'esposizione cronologica dell'arte del '200, del '300, dove figurano grandi nomi quali quelli di Giotto, Cimabue, Duccio di Buoninsegna, ma anche i capolavori di grandi artisti del '400 e del primo '500, esponenti del Gotico internazionale e del Rinascimento come Paolo Uccello, Piero della Francesca, Beato Angelico, ma soprattutto Botticelli, le cui opere restano sicuramente tra le più ammirate.

L'esposizione subisce a questo punto una pausa nel secondo corridoio, lungo il quale sono collocate le sculture romane e ritratti di famosi regnanti di tutto il mondo; in esso si apre un'unica sala, quella delle Miniature, così detta perchè ospita le miniature italiane e straniere appartenute alla famiglia Medici.
Le ampie finestre della loggia costituiscono uno dei punti più panoramici dell'edificio, offrendo una suggestiva veduta della città di Firenze.

La carellata di opere d'arte riprende nel terzo corridoio con i capolavori di altri illustri artisti fiorentini del '500, compresa quella che si dice sia l'unica tavola compiuta da Michelangelo, raffigurante una sacra famiglia, ma anche le madonne morbide e leggere di Raffaello, le tavole di Tiziano, principale rappresentante della pittura veneziana dell'epoca, e quelle di Tintoretto e Barocci.

Dopo la sala che ospita le pitture di artisti del '600 europeo quali Rubens e Van Dyck, l'esposizione si conclude con la cosiddetta "sala della regina Niobe", che comprende una serie di sculture che riproducono alcuni episodi della vicenda della leggendaria madre e dei suoi figli.
Segue soltanto un'ultima sala con alcuni esempi di arte settecentesca, che annovera tra i suoi principali autori artisti quali Canaletto, Francesco Guardi, Jean-Baptiste Siméon Chardin.
Altrettanto degna di nota è la raccolta di autoritratti nel Corridoio Vasariano con i volti di grandi pittori tra cui lo stesso Vasari, Raffaello, Tiziano, Bernini, Canova, Camill Corot.

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