Leonardo da Vinci: un genio tutto italiano - GENSnews - anno 2001 n° 9 del 31/10/2001
Leonardo da Vinci: un genio tutto italiano
 Anche se il mecenatismo ebbe un ruolo molto importante nell'affermarsi del Rinascimento, i principali artefici della prodigiosa rinascita culturale che si verificò in quel periodo furono uomini che, grazie alle loro straordinarie doti intellettuali, riuscirono ad occuparsi un po' di tutto: furono contemporaneamente abili artisti, raffinati letterati, scienziati, filosofi, poeti, artigiani, tecnici, meccanici ed altro ancora. Mentre oggi ciascuno tende a specializzarsi sempre più in un singolo settore del sapere, i protagonisti del Rinascimento furono degli eclettici e degli enciclopedici, cioè si interessarono ad ogni aspetto della cultura e ad ogni segreto della natura, studiando, osservando e sottoponendo tutto ad un' attenta verifica, alla sperimentazione ed all'analisi scientifica.
L'esempio più famoso di artista-scienziato rinascimentale è sicuramente Leonardo da Vinci (1452 - 1519), conosciuto soprattutto come pittore: il suo nome infatti richiama subito alla mente capolavori come la Gioconda, il Cenacolo, la Vergine delle Rocce, ammirati in tutto il mondo. Ma Leonardo non fu solo questo: oltre a svolgere la sua eccezionale attività artistica nel campo della pittura, dimostrò una vastissima competenza anche nel campo della scienza e della tecnica: questo gli consentì di anticipare, seppur solo a livello teorico, numerose invenzioni che nei secoli successivi altri avrebbero tradotto in realtà.
Leonardo fu infatti scultore, architetto, ingegnere ed urbanista: realizzò il modello di una statua equestre per Francesco Sforza che però non si potè fondere in bronzo per le sue enormi dimensioni; per i signori del tempo inoltre progettò chiese, palazzi, città, ponti (anche girevoli), fortezze, bastioni, fossati ed altre opere di fortificazione; studiò e disegnò piani per l'irrigazione e la bonifica dei campi, dighe, canali (anche con chiuse per superare il dislivello del terreno, strade (anche a due piani per snellire il traffico).
Si interessò di meccanica e ideò mulini a vento e macchine idrauliche, bizzarre statue parlanti e giochi d'acqua per le feste signorili, enormi catapulte e balestre, cannoni a retrocarica; Inventò il paracadute ed anticipò il carro armato, l'elicottero, il sommergibile e persino l'aeroplano; tra i suoi innumerevoli disegni troviamo anche un primitivo tipo di mitragliatrice, degli apparecchi per misurare la pressione del vento e dell'acqua e la velocità delle navi, un girarrosto automatico, l'elica, lo scafandro ed il telaio meccanico!
Sempre nei suoi appunti, scritti nella caratteristica grafia da destra a sinistra, si trovano interessanti note scientifiche sull'ottica, la botanica, l'astronomia, l'anatomia, la fisica, la geologia, l'archoelogia e la zoologia. Lo stile utilizzato da Leonardo nei propri scritti è asciutto e vivace e dalle sue parole traspaiono l'amore e l'attenzione per la natura, per gli uomini, per tutto ciò che può essere oggetto di osservazione e di studio.
Spesso inoltre a margine di riflessioni di carattere scientifico o tecnico non mancano brevi favolette o sentenze da lui inventate, che si concludono generalmente con una morale; ad esempio, spiegando l'invenzione del fuoco e la nascita della scintilla dalla pietra focaia egli scrive che alla pietra che si lamentava di essere battuta dall'"acciarolo", quest'ultimo disse: " Se starai paziente, vedrai che meraviglioso frutto uscirà da te. Alle quale parole la pietra, datasi pace, con pazienza stette [resistette] al martìre [sofferenza], e vide da sè nascere il meraviglioso foco il quale, colla sua virtù, operava infinite cose."
Leonardo trae da questo semplice aneddoto un insegnamento di vita: egli infatti aggiunge che quella favola è stata "detta per quelli i quali si spaventano [all'inizio] delli studi e dopo che si dispongono a poter comandare se medesimi, e a dare con pazienza opera continua ad essi studi, da quelli si vede risultare cose di meravigliosa dimostrazione."
Leonardo dunque si rivolge a quelli che si spaventano all'inizio della loro opera e dice che quando riescono a "comandare" se stessi e ad applicarsi con continuità e pazienza, possono finalmente vedere i meravigliosi risultati del loro impegno.
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