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Le famiglie teatrali italiane (1): Scarpetta - De Filippo - GENSnews - anno 2001 n° 9 del 31/10/2001

Tutti i suoi figli si dettero al teatro: lo stesso Domenico provò ad essere impresario ma poi intraprese la carriera militare.
Il testimone passò ufficialmente a Vincenzo. Vincenzino aveva iniziato da bambino nella parte di Peppiniello in ‘Miseria e Nobiltà’, parte che come una sorta di iniziazione sarebbe stata negli anni interpretata prima da Titina, poi da Eduardo, da Peppino e negli anni Cinquanta dal figlio di Eduardo, Luca.
Dapprima brillante nella compagnia del padre, Vincenzo divenne il capocomico della compagnia: molto severo e attento alla disciplina, verrà ricordato come un rigoroso direttore artistico ed ottimo organizzatore di spettacoli.
Fu anche autore di commedie esilaranti come ‘La donna è mobile’ o di geniali riduzioni di commedie straniere.
Negli anni Trenta, sciolta la compagnia, fu scritturato come attore al Teatro Nuovo dove formò compagnia con Tecla Scarano e Agostino Salvietti.

Vincenzo sposò Amelia Bottone anche lei attrice e figlia d’arte ed ebbe tre figli, Eduardo, Vincenzo, Dora. Eduardo sarà l’erede legittimo dei diritti d’autore Scarpetta.
Maria fu anche lei, giovanissima, iniziata al teatro e fu indimenticabile protagonista di ‘Na santarella’ ma preferì la scrittura: con lo pseudonimo di Mascaria scrisse molte commedie, alcune insieme ad Eduardo De Filippo, ed un libro dedicato a suo padre.

Torniamo ai primi del Novecento e ai tre De Filippo: Titina, Eduardo e Peppino iniziarono anche loro da bambini: fu Titina la prima a recitare nella compagnia del padre; più tardi avrebbe ricordato con soggezione ed amore il capocomico, quel signore pingue con un garofano rosso all’occhiello, autorevole e severo con tutti che la osservava sul palcoscenico. Nel frattempo Scarpetta stesso imponeva al piccolo Eduardo di copiare i testi teatrali, esercizio faticoso ma utilissimo per il futuro autore. Eduardo si rese conto di essere figlio illegittimo a 11 anni: "La curiosità morbosa della gente intorno a me non mi aiutò certo a raggiungere un equilibrio emotivo e mentale. (…) la mia ‘diversità’ mi pesava a tal punto che finii per lasciare la casa materna e la scuola e me ne andai in giro per il mondo, da solo , con pochissimi soldi in tasca".

A 12 riuscì ad avere una parte nella rivista di Rocco Galdieri ‘Babilonia’, a 14 arrivò nella compagnia del fratellastro Vincenzo dove restò per lungo tempo. Anche Peppino, dopo aver fatto gavetta nell’avanspettacolo ed in compagnie come quella di Villani e la ‘Molinari’ giunse in quell’anno nella compagnia.
Nel 1917 i tre fratelli dunque erano insieme nella ‘Comica Compagnia’ di Vincenzo Scarpetta notati subito dai critici. Nel 1928 nella rivista ‘Comoedia’ Francesco Geraci presentandoli scriveva: "Quanti giovani si sono formati alla sua scuola, giovani che faranno certamente rapida e gloriosa carriera. Edoardo de Filippo uno dei migliori elementi della Compagnia".
Ma i tre De Filippo avevano voglia di una loro compagnia: recitarono al Teatro Nuovo di Napoli e lì la loro bravura artistica non faticò ad esplodere come raccontano vari episodi, per esempio questo citato da Mangini e De Filippis: "Eduardo (…) interpretava il personaggio di Robespierre, in veste caricaturale, naturalmente, una sera, per un incidente banale ritardò la sua entrata in scena. A Marat e Danton (Peppino e Salvietti) che l’attendevano: <Scusatemi – disse, allacciandosi la cintura dei pantaloni – miez’ ‘a rivoluzione avevo perzo ‘a cinta!>. In quattro parole una satira monumentale".

Titina, Peppino ed Eduardo formarono il ‘Teatro Umoristico i de filippo’ pronti a conquistare i palcoscenici italiani. Il 15 luglio 1932 il giornalista Federico Petriccione li descriveva così: "Attori giovani oltre che moderni (…) Attori comici di quelli che amano divertire l’uditorio e non affliggerlo con la triste istoria della sedotta e dell’onore da vendicare (…)Ora (…) la compagnia del Teatro Umoristico è costituita su solide basi; e da Napoli (…) si accinge a salire la penisola per la conquista delle piazze del Nord".

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