Le quattro Repubbliche Marinare (seconda parte) - GENSnews - anno 2001 n° 10 del 27/11/2001
Le quattro Repubbliche Marinare (seconda parte)
Quando Amalfi e Pisa erano ormai sull'orlo del declino, altre due Repubbliche Marinare si affacciarono sempre più prepotentemente sulla scena, pronte ad affermare il proprio dominio navale e commerciale sulle principali rotte marittime. Il desiderio di ottenere un completo controllo sui mari portò ben presto Genova e Venezia a scontrarsi apertamente, dando inizio ad una rivalità che sarebbe durata a lungo, con vicende alterne che videro prevalere ora l'una ora l'altra.
Genova
Da sempre Genova ha vantato una ricca e gloriosa tradizione marinara che ha condotto, fin dalle origini, le navi genovesi a solcare i mari più lontani. La sua potenza inizia ad affermarsi sempre più decisamente nel corso dell'XI secolo quando la città affrontò, assieme a Pisa, i Saraceni, compiendo le prime spedizioni nel Tirreno e mettendo piede in Sardegna ed in Corsica, il che le permise di affermare sempre più la propria vocazione di popolo di navigatori e commercianti.
La grandezza navale e coloniale di Genova ha inizio con la sua partecipazione alle Crociate; il suo contributo alla prima di esse fu decisivo, tanto che nel giro di tredici anni si contano ben otto spedizioni, tra cui importantissime furono quelle di Antiochia (1097), di Gerusalemme e di Cesarea. Da queste Genova trasse immense ricchezze ed anche il controllo di colonie e basi commerciali in Oriente ed in Africa settentrionale.
La splendida vittoria ottenuta su Pisa segnò per la città l'inizio di un lungo periodo di dominio sul Tirreno e nei principali traffici commerciali: i secoli XII e XIII vedono il massimo fiorire della potenza genovese, conosciuta come la Superba e che Petrarca definì "città regale" e "signora del mare". Anche l'imperatore tedesco Federico Barbarossa riconobbe il ruolo primario conquistato dalla città, tanto che il 9 giugno 1162 concesse l'autonomia al Comune ed il dominio sul territorio che si estende da Monaco a Portovenere.
Nell'atto di riconoscimento si legge: "poichè abbiamo udito che la città di Genova fin dalla sua fondazione ha levato il capo al di sopra delle altre città marittime e si distingue per opere di virtù e di molta probità per terra e per mare in ogni tempo piacque alla nostra Maestà di avere la fedeltà di sì grandi persone, cioè di tutti i Genovesi e di conservarla con ogni benevolenza e di compensare tutti i Genovesi con congrui riguardi e maggiori benefici [...].
Ben presto si fece però sempre più accesa la rivalità con Venezia: il crescente successo infatti spinse i Genovesi ad estendere i propri commerci al Mediterraneo Orientale, da sempre zona d'influenza veneziana. Nel 1298 nelle acque di Curzola, un'isola della Dalmazia, le navi della Serenissima furono battute da quelle genovesi, che catturarono oltre 6.000 prigionieri, tra cui anche Marco Polo, considerato il primo dei grandi esploratori europei. Si chiuse così a vantaggio della Superba la prima fase della lotta contro Venezia.
Ma fu nel secolo successivo che il mondo coloniale e commerciale di Genova raggiunse il suo massimo splendore: Costantinopoli, alcune città della Crimea, dell'Armenia e della Siria erano popolate da famiglie genovesi; nel 1347 si stabilì a Smirne e a Schio la cosiddetta Maona, colonia per azioni che comprendeva parecchie famiglie genovesi, che presero nel 1362 un solo nome collettivo, i Giustiniani.
Nuove ricchezze accrebbero il prestigio del Banco di San Giorgio, per molto tempo importantissimo in tutta l'Europa, ma le lotte interne fra guelfi e ghibellini indebolirono progressivamente la città. Anche la rivalità con Venezia sfociò nuovamente in una guerra, la cosiddetta guerra di Chioggia, terminata nel 1381 con la mediazione di Amedeo VI di Savoia, da cui Genova uscì stremata di forze.
Venezia
Le invasioni barbariche, soprattutto quelle degli Unni di Attila, avevano costretto numerosi abitanti del Veneto a rifugiarsi nella laguna, dove fondarono piccole comunità sulle quali, intorno all'800, prevalse quella di Rivo Alto (oggi Rialto). Le varie isole, collegate da un gran numero di ponti, diedero origine ad un'unica città che si chiamò Venezia, in ricordo dei Veneti che avevano abitato la regione prima della conquista romana. Per non cadere sotto il dominio degli Ostrogoti, dei Longobardi e dell'Impero carolingio, la città aveva preferito mettersi sotto la protezione dell'Impero bizantino; questo però era lontano e Venezia rimase in pratica indipendente.
Ben presto i Veneziani, riuniti in Parlamento, elessero un capo che li governasse e lo chiamarono doge (dal latino dux = duce, comandante); questa era una novità perchè non si trattava di un signore feudale nè di un re imposto dall'alto, ma di un capo liberamente eletto e soprattutto dotato di poteri limitati.
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