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Le quattro Repubbliche Marinare (seconda parte) - GENSnews - anno 2001 n° 10 del 27/11/2001
Il doge infatti era affiancato dal Maggior Consiglio, una specie di governo formato dagli esponenti delle famiglie più potenti. Gli aristocratici veneziani dovevano la loro posizione privilegiata non al possesso di latifondi, ma alla loro attività commerciale, fra cui la vendita di un elemento indispensabile come il sale, nella produzione del quale Venezia esercitò un vero e proprio monopolio.

La Serenissima riuscì a rafforzare sempre più le basi della propria affermazione con la sua imponente partecipazione alla Quarta Crociata (1202 - 1204), che la Repubblica di San Marco riuscì a dirottare su Costantinopoli che venne espugnata eliminando così una pericolosa rivale. Contemporaneamente la crisi del Ducato di Milano permise a Venezia di estendere il proprio dominio anche sulla terraferma, annettendo Vicenza, Padova, Verona, Udine e siccessivamente anche Brescia e Bergamo.
Parte del successo della Repubblica veneta fu dovuto alle avanzate tecniche di costruzione navale: nei cantieri si utilizzava infatti un sistema di parti intercambiabili per la realizzazione delle imbarcazioni; ogni albero era tagliato in misura standard ed in tutto il mondo erano disseminati centri di assistenza dove Venezia teneva i pezzi di ricambio per le sue navi nei magazzini dei porti che andavano dall'Africa all'Inghilterra.
Quando Venezia affermò il proprio dominio le Repubbliche di Amalfi e Pisa erano già sulla via del declino; unica sua rivale fu Genova, con cui ebbe ripetuti scontri, gli ultimi dei quali vittoriosi grazie anche alle difficoltà interne della città ligure.

A testimoniare che quello delle Repubbliche Marinare abbia rappresentato un glorioso periodo nella storia della navigazione del nostro paese, la bandiera delle Marina Italiana è ornata, nella banda bianca, dagli stemmi delle quattro famose città-Stato.
Ancora oggi inoltre si svolge annualmente in una delle quattro città, che ospitano a turno la manifestazione, una regata storica in ricordo dei successi conseguiti un tempo da quelle Repubbliche. In essa, che si celebra ormai dal 1956, si svolge una vera e propria gara tra le imbarcazioni di Amalfi, Pisa, Genova e Venezia che sono costruite sul modello di quelle in uso nel XII secolo.
Ciascun galeone, lungo ben undici metri, è spinto da otto remarori, guidati da un timoniere e si distinguono per il colore e lo stemma sulla prua che sono quelli tipici di ogni singola città: il blu ed un cavallo alato per Amalfi, il rosso e l'aquila imperiale per Pisa, il bianco ed il drago di San Giorgio per Genova, il verde ed il leone di San Marco per Venezia.

La regata è preceduta da un corteo storico composto da 320 figuranti che richiamano alla memoria con i loro abiti gli antichi fasti delle quattro Repubbliche: nella parata di Amalfi, oltre a paggi e trombettieri, sfilano il Duca, che era la suprema autorità della città ed i consoli che recano in mano le famose Tavole Amalfitane; nel gruppo di figuranti pisani avanza una donna che impersona Kinzica de' Sismondi, la leggendaria eroina che, si racconta, salvò la patria dall'invasione turca nel 1004 suonando le campane e riuscendo così a dare l'allarme ai propri concittadini.
Nel corteo di Genova spiccano la figura di Guglielmo Embriaco, soprannominato "Testa di Maglio", un abile condottiero navale che partecipò alla conquista di Gerusalemme nel 1099, e quella del paggio che porta una riproduzione del cosiddetto Sacro Catino, che, secondo la tradizione, sarebbe stato usato da Gesù durante l'Ultima Cena e che lo stesso Embriaco avrebbe donato al Comune genovese nel 1101.
La sfilata di Venezia invece è tutta incentrata sulla rievocazione di Caterina Cornaro, regina di Cipro, che nel 1498 donò il suo regno alla Serenissima e venne qui accolta con ogni onore al suo arrivo e che, durante il corteo, viene trasportata su una portantina da otto schiavi.

Questa manifestazione richiama ogni anno un folto pubblico, attratto dalla fusione tra memoria storica ed attaccamento alle tradizioni che la regata ed il corteo rappresentano.

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