Il Museo Nazionale del Cinema: un anno dopo l'inaugurazione - GENSnews - anno 2001 n° 10 el 27/11/2001
Il Museo Nazionale del Cinema: un anno dopo l'inaugurazione
 A un anno di distanza dall'inaugurazione del Museo Nazionale del Cinema, il 19 luglio 2000, è possibile fare un primo consuntivo: l'esposizione ha avuto un successo di pubblico addirittura superiore alle aspettative; il museo più alto d'Italia, che ha sede nelle sale della Mole Antonelliana di Torino, a ben 167 metri di altezza, ha registrato in questo primo anno di vita 420 mila visitatori, che hanno potuto ammirare le collezioni del Museo nel suggestivo allestimento dell'architetto e scenografo svizzero Francois Confino.
Non è un caso che sia stata scelta proprio Torino quale sede di questa esposizione: essa fu infatti la culla del cinema italiano e ne rimase per così dire la capitale fino alla costruzione del quartiere di Cinecittà a Roma dopo la Prima Guerra Mondiale; in questa città fu portata a termine la lavorazione del film Cabiria di Giovanni Pastrone, il primo kolossal italiano, che rappresenta ancora oggi una delle migliori pellicole del decennio 1910 - 20; del resto sono molteplici all'interno del museo i richiami voluti e gli omaggi a questo capolavoro della belle époque del cinema torinese, fra cui spicca la riproduzione di una imponente statua del dio Moloch, che campeggiava nella scenografia del film.
La mostra si compone di cinque piani espositivi per un totale di 3200 metri quadrati, collegati da un moderno ascensore di vetro che permette ai cinefili di spostarsi agevolmente, fino a raggiungere senza fatica la cupola dell'edificio, da cui è possibile ammirare il panorama della città sottostante.
La ricca collezione qui raccolta è stata in gran parte acquistata, a partire dagli anni '40, da Maria Adriana Prolo, studiosa ed appasionata di cinema, e per un breve periodo esposta a Palazzo Chiablese prima di trovare la sua collocazione definitiva e più appropriata nella costruzione voluta dall'architetto piemontese Alessandro Antonelli per ospitare una sinagoga.
Il percorso espositivo mira a guidare idealmente il visitatore attraverso la storia del cinema - dalle origini ai tempi moderni - e attraverso le diverse e complesse fasi di realizzazione di un film, ed è organizzato in base a tre aree tematiche: l'Archeologia del Cinema, la Macchina del Cinema e l'Aula del Tempio. La prima di esse ripercorre le origini del cinema e comprende una notevole quantità di oggetti dai nomi talvolta bizzarri che rappresentano i primi tantativi di dar vita a immagini proiettate su uno schermo: si passa dal teatro delle ombre, basato sul semplice ed antico principio di far muovere figure luminose di diversa forma e grandezza su un pannello bianco in un'ambiente buio, all'osservazione di strumenti che permettono di applicare i principi dell' ottica, allo stroboscopio, fino ai primi studi sulla fotografia e sulla stereoscopia, che condussero all'invenzione del Kinetoscopio, un rudimentale proiettore ideato nel 1891 da Thomas Alva Edison, che permise di realizzare alcuni i primi semplici cortometraggi.
Il passaggio dalla prima alla seconda area espositiva è sottolineato dalla proiezione della scena, ormai universalmente famosa, del treno che entra nella stazione di La Ciotat, girata dai fratelli Lumiére, che sancirono con essa la nascita del cinema in Europa.
La seconda sezione del percorso espositivo, la Macchina del Cinema, permette invece ai visitatori di ripercorrere le diverse fasi della produzione cinematografica; è come se il visitatore avesse la possibiltà di assistere al "dietro le quinte" di un film in lavorazione, analizzandolo in tutte le sue componenti: dal momento dell'ideazione, a quello della produzione, fino all'osservazione delle tecniche cinematografiche (dall'uso del "trasparente" ai moderni e fantasmagorici effetti speciali).
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