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Le famiglie teatrali italiane (seconda puntata): Vitaliani – Duse
di Maria Procino Santarelli

Scriveva il grande attore Ermete Zacconi figlio di Giuseppe e Lucia Lipparini (entrambi artisti drammatici) cercando di descrivere il mondo artistico dell’epoca:
"Ambienti di povertà rigogliosa, di vive intelligenze condannate all’ignoranza, sognatori di scarpe sdrucite, affamati, che preferivano una bella parte a un buon pranzo, spiriti bizzarri che potevano scherzare e transigere su ogni necessità ma non sull’arte".

E’ un mondo di girovaghi il teatro dei primi del Novecento, gli artisti si spostano su un carro o su una barca girando l’Italia per portare il loro repertorio in qualsiasi provincia. A mano a mano però diventa un mondo in cui vige una disciplina ferrea con regole precise da rispettare: i più grandi attori da Eduardo a Macario, dietro le quinte sono severissimi, insegnano tutto ma chiedono disciplina perché la disciplina avevano imparato e perché in teatro nulla è lasciato al caso nel pieno rispetto di ciò che si sta facendo e del pubblico.

L’anno comico comincia dal primo di Quaresima e termina l’ultimo giorno di Carnevale, poi dal Mercoledì delle Ceneri si ricomincia, magari con una nuova compagnia. Il repertorio è formato da dodici, quindici o più lavori, e ogni anno qualche novità: si prova a volte fino a qualche ora prima dello spettacolo che si porta in scena in quel momento, ma ogni attore deve conoscere a memoria le opere in modo tale da poter sostituire qualsiasi compagno ammalatosi improvvisamente.
Il capocomico è il ‘direttore’ ovvero l’attore che non solo gode del favore del pubblico per la sua bravura artistica ma che costruisce ed organizza la compagnia impegnando i propri risparmi.

La famiglia Vitaliani - Duse
Ecco, dopo quella degli Scarpetta-De Filippo, la storia di un’altra famiglia d’arte, stavolta nata nel Nord dell’Italia: la famiglia Vitaliani-Duse.
Raccontava l’archivista Pietro Canetta nel 1903 riordinando l’archivio dei Borromeo milanesi, che la nobile famiglia Borromeo aveva avuto origine nel XIV secolo dall’antichissima famiglia Vitaliani di Padova discendenti dal re di Padova Vitaliano Vitaliani.
Un Giovanni Vitaliani vissuto nel VI secolo avrebbe abbandonato il cognome per assumere quello di Bon Romano poi divenuto Borromeo.
Dei tre figli di Giovanni solo Paolo volle conservare il cognome vero assicurando così la discendenza Vitaliani.

Nel 600 un ramo della famiglia si dette all’arte: comici e commedianti tra i migliori del tempo.
Tra questi nell’Ottocento spiccò il nome di Vitaliano Vitaliani.

Un’altra famiglia girava in quel periodo l’Italia settentrionale, quella di Luigi Duse attore ed inventore del personaggio comico di Giacometo Spasemi e fondatore del teatro ‘Duse’, poi ‘Garibaldi’ che sorgeva a Padova.
Luigi sposò Elisabetta Palombini dalla loro unione nacquero Eugenio, Giorgio, Vincenzo (nome d’arte Alessandro), Enrico: tutti attori.

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