|
Dal matrimonio del terzogenito dei Duse Vincenzo (Alessandro) e Angelica Cappelletto,il 3 ottobre 1858 a Vigevano (allora Regno di Sardegna), nacque Eleonora Duse.
La storia della Duse è abbastanza conosciuta ma tracciamone alcuni brevi momenti: Eleonora esordì il 12 marzo del 1863 a Zara nel ruolo di Cosetta nei ‘Miserabili’ di Hugo portata in scena dalla compagnia dei suoi genitori.
Nel 1880 divenne prima attrice nella compagnia di Cesare Rossi, l’anno seguente sposò un attore (Tebaldo Cecchi), ma dopo qualche tempo divenne l’amante di Arrigo Boito, definendolo ‘il filo rosso della mia esistenza’. Eleonora infatti fu gelosissima del loro rapporto.
Dal 1882 al 1908 girò il mondo riscuotendo sempre un grande successo, dalla Russia agli Stati Uniti all’Argentina.
Nel 1895 l’incontro con Gabriele D’Annunzio, l’incontro più importante della sua vita. "Io lo ringrazio di avermi amata e di avermi straziata" confessò qualche anno dopo la fine del loro rapporto.
Eleonora Duse fu una donna dal carattere chiuso, melanconico ma impetuosa e prepotente capace di grandi collere e gesti di grande generosità.
Nel 1909 abbandonò le scene per una grave malattia; la guerra e la necessità economica la costrinsero a ritornare a recitare.
Nel 1916 girò il suo unico film ‘Cenere’ regia di Febo Mari e nel 1923 partì per una nuova tournée in America: a Pittsburg si ammalò gravemente morendo il 28 aprile 1924.
Fu sepolta per suo desiderio a Asolo dove aveva comprato una casa e dove aveva conservato i ricordi della sua vita artistica e della vita della sua famiglia.
Torniamo alla nostra storia ed ai fratelli Duse: dal matrimonio di Giorgio con Alceste Maggi (altra stirpe teatrale), nacque Elisa.
Fu proprio Elisa che metà Ottocento conobbe Vitaliano Vitaliani; attori entrambi e tutti attori fin da piccoli anche i loro numerosi figli: Italia, Giorgina, Adele, Evangelina, Clara, Riccardo e Umberto. La più famosa fu certamente Italia.
Italia Vitaliani nacque a Torino il 20 agosto 1866; esordì a soli tredici anni nella Compagnia Bellotti-Bon e Marini diretta dallo zio Cesare Vitaliani scrittore ed attore e lui stesso capocomico. Nel 1883 fece parte della Compagnia Nazionale poi l’anno seguente della Compagnia di Cesare Rossi dove recitava come prima attrice anche sua cugina Eleonora Duse.
E’ normale che giornalisti e critici parlassero delle due grandi attrici paragonando sempre l’una all’altra e questo le portò a non amarsi molto sulle scene a fingere che l’altra non esistesse.
D’altronde spesso il repertorio era simile: ‘La signora delle camelie’, ‘Edda Gabler’ ecc. e tutte e due carpivano l’attenzione per una recitazione naturale e poco formale.
Italia, bella e colta, fu una grande interprete, meno celebre di Eleonora per il suo carattere poco disposto ai compromessi e per la sua severità in scena, come si legge in un libriccino del 1900 dedicato a lei "Italia Vitaliani non sa trovare quelle parole ambigue che dicono e non dicono, (…) quando una persona, sia pure un personaggio, la secca, essa lo dimostra; quando un lavoro, sottoposto al suo giudizio, le spiace, essa lo dice, senza perifrasi né pietose tergiversazioni" e questo probabilmente non fece assolutamente bene alla sua carriera.
Nel 1892 Italia Vitaliani divenne capocomica, una delle prime donne a rivestire questo ruolo e fu talmente brava che quando si parlava di lei si diceva:"Signorina voi siete un perfetto gentiluomo".
Nel 1919 organizzò una compagnia con il marito Carlo Duse; nel loro repertorio non solo Dumas, Ibsen, Zola ma anche ‘Tutto in ordine’ dello stesso Carlo Duse.
Italia come la cugina ebbe grande fama all’estero: in Russia in Spagna, in America del Sud fu amata ed applauditissima quanto la Duse.
Nel 1920 tornata in Italia, alla morte di Luigi Rasi, il Ministero della Pubblica Istruzione la volle direttrice della ‘Regia scuola di recitazione’ di Firenze.
Dal 1924 al 1926 diresse la Regia Scuola di Santa Cecilia; sempre nel 1926 partecipò insieme a Carlo Duse al film di Carmine Gallone e Amleto Palermo ‘Gli ultimi giorni di Pompei’.
Ritiratasi poi a vita privata per un esaurimento nervoso, visse a Milano malata e povera e solo grazie al ‘Comitato Onoranze ad Italia Vitaliani’ formato da attori, scrittori ecc. riuscì a superare i momenti più brutti e a tornare ancora una volta sulle scene la sera del 16 giugno 1929 al Lirico di Milano. Morì a Milano il 6 dicembre 1938.
Di lei si disse: "Italia Vitaliani , sulla scena, che di lei si onora, è una forza, una mente, un cuore".
< - pag 2 - >
|