Assisi: storia, arte e spiritualità - GENSnews - anno 2002 n° 11 del 04/01/2002
 Notevoli in particolare nella Chiesa Inferiore gli affreschi che decorano le quattro vele della volta dell'altare maggiore, che la tradizione attribuì a Giotto, ma che probabilmente furono realizzati da un suo discepolo; sono allegorie che si richiamano ai tre voti cui si attiene l'Ordine francescano:
l'Allegoria della Povertà, in cui è raffigurata la Povertà stessa con ai piedi rovi, che alle sue spalle si tramutano in rose, mentre Cristo l'accompagna verso lo sposo, San Francesco, che le offre l'anello nuziale.
l'Allegoria della Castità in cui, dentro ad una torre merlata, sormontata da uno stendardo bianco, simbolo di purezza, si trova la Castità verso cui volano due angeli. All'angolo sinistro della torre San Francesco invita ad entrare benevolmente tre figure: Dante, un frate minore ed una clarissa.
l'Allegoria dell'Obbedienza in cui, su una loggia, appare l'Obbedienza che, alzando l'indice per comadare il silenzio, impone il giogo ad un frate che le sta innanzi in ginocchio. Ai lati stanno la Prudenza e l'Umiltà, mentre un angelo impedisce l'ingresso ad un centauro, simbolo di violenza. Sul tetto della loggia c'è San Francesco che porta sulle spalle il giogo, legato ad una corda sorretta in alto dalle mani di Dio.
l'Apoteosi che completa la decorazione con la figura di San Francesco seduto in trono con una splendida veste indosso, fra angeli osannanti; al di sopra sta il pallio, simbolo della vittoria.
Nella chiesa Superiore sono particolarmente degni di nota i 28 riquadri del celebre ciclo di affreschi che Giotto iniziò nel 1296; scorrendo la serie di queste raffigurazioni è come ripercorrere la vita di Francesco attraverso le pagine di un libro: dalla nascita nel 1181 (o 1182) nella famiglia di un ricco mercante, alla conversione, avvenuta intorno al 1206 nell'oratorio di San Damiano, dalla scena in cui Papa Onorio III approva la Regola francescana fino alla morte del Poverello alla Porziuncola (1226).
Alla decorazione delle due chiese, Inferiore e Superiore, concorsero, oltre a Giotto, altri importanti artisti dell'epoca quali Cimabue, Lorenzetti, Simone Martini, talvolta in competizione tra loro, che cercarono, per volere della Chiesa stessa, di ridurre le inevitabili differenze stilistiche, così da rendere più semplice la comprensione degli affreschi ai visitatori, senza che questi fossero distratti da considerazioni pittoriche e quindi estranee al sentimento religioso.
Anche la basilica di Santa Chiara ha una struttura che ricorda la chiesa Superiore di San Francesco e custodisce il corpo della santa che fondò l'Ordine delle Clarisse. In una cappella sul lato destro della navata è conservato, inoltre, lo splendido Crocifisso su tavola che, secondo la tradizione, parlò a San Francesco in San Damiano.
Se da un lato questo periodo di risveglio religioso segnò anche uno dei momenti più fiorenti per la città di Assisi, dall'altro questa fase particolarmente positiva non durò a lungo; il declino ebbe inizio dopo la peste del 1348: si inasprì sempre più la rivalità tra le due principali famiglie, quella dei Nepis (della parte di sopra) e quella dei Fiumi (della parte di sotto), che avevano incominciato a darsi battaglia già al principio del XIV secolo, cui fecero seguito il saccheggio di Baglioni (1497) e due saccheggi del Valentino agli inizi del '500.
A queste lotte interne si aggiunsero anche i feroci scontri tra i casati che detenevano il potere nelle Signorie circostanti per il controllo della città: Assisi vide così susseguirsi al comando i Visconti, i Montefeltro, i Braccio Fortebracci e gli Sforza, finchè verso la metà del '500 tornò sotto il controllo della Chiesa, nella persona di Paolo III. Ciò portò un nuovo periodo di tranquillità, ma nello stesso tempo causò anche una progressiva decadenza economica e la città si "addormentò" sotto il blando governo papale.
 Pur rientrando direttamente nella sfera di influenza della Chiesa, Assisi perse progressivamente gran parte della propria importanza anche come centro religioso, soprattutto quando il Coniclio di Trento (1517) si volse alla riscoperta della spiritualità dei primi Padri della Chiesa a scapito degli ordini religiosi sorti nel corso del Medioevo, tanto che fino agli inizi del 1800 Assisi rimase un centro religioso di secondo piano.
La città fu via via riscoperta quando vennero rinvenute le spoglie di San Francesco (1818) e di Santa Chiara (1850), il che richiamò su Assisi l'attenzione di tutto il mondo cattolico. Da allora la città è divenuta uno dei principali luoghi di culto non solo in Italia, ma anche all'estero, che richiama ogni anno turisti e fedeli di diverse nazionalità, come centro culturale e paesaggistico di rilevanza internazionale e meta di pellegrinaggio della Cristianità.
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