Le Cinque Terre: perle di Liguria - GENSnews - anno 2002 n° 11 del 04/01/2002
Le Cinque Terre: perle di Liguria
 Il nome stesso suggerisce la prima peculiarità di questo luogo: Cinque Terre infatti si riferisce a cinque diversi paesi distinti tra loro, ma che formano nello stesso tempo un paesaggio unico al mondo per caratteristiche e bellezza: Riomaggire, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso.
Questa regione è dominata da paesaggi fortemente contrastanti che l'hanno resa così particolare, ma che ne hanno fatto un luogo dove spravvivere è tutt'altro che semplice: aspra è stata nel corso dei secoli la vita di coloro che con fatica e sacrifici decisero di abitare queste colline impervie, che proprio il lungo lavoro dell'uomo ha lentamente trasformato, facendone una delle località oggi riconosciute come patrimonio mondiale dell'Umanità.
Le Cinque Terre sorgono su un lembo di terra estremamente sottile, compreso tra ripidi monti alle spalle e strapiombi che si affacciano a picco sul mare. I rivolgimenti geologici e l'erosione costante delle acque sono stati le principali cause di ciò: tuttavia si hanno testimonianze della presenza umana già in epoca preistorica, mentre è attestato che in epoca romana l'antica strada etrusca, importante via di comunicazione e scambi commerciali, transitava proprio da lì.
Per poter ricavare il necessario alla sopravvivenza gli abitanti delle Cinque Terre dovettero mettere a frutto tutta la loro abilità ed il loro ingegno: pur avendo a disposizione due ricche fonti di sostentamento, come il mare e la collina coltivabile, essi dovettero impiegare tutta la loro perseveranza per non essere costretti ad abbandonare quel tratto di costa.
Le possibilità di accedere al mare infatti erano limitate, poichè quasi ovunque la roccia cala a strapiombo e soltanto in poche ma spettacolari insenature si può far scivolare un'imbarcazione in acqua per la pesca; era inoltre a dir poco faticoso scendere a valle ogni mattina per poi risalire, ovviamente a piedi, su per la collina, dopo un'intera giornata trascorsa tra le onde sotto il sole cocente, in estate, oppure esposti al vento ed alla pioggia, in inverno, per tornare a casa con un po' di pesce azzurro o qualche sarda da mettere sotto olio e conservare per l'inverno.
E se dura era la vita dei pescatori certamente non più agevole doveva essere quella di chi si dedicava al lavoro dei campi: un paesaggio così scosceso, irto e ripido non è certo adatto alla coltivazione estesa: fu necessario costruire delle vere e proprie terrazze, come vegono chiamate le fasce di terra che l'uomo ha saputo strappare alla natura, pur nel suo più totale rispetto, per renderle praticabili.
Ad esse si può arrivare solo inerpicandosi per faticosi sentieri montani che i contadini di un tempo percorrevano con i propri attrezzi in spalla ad appesantirli e a rendere ancora più difficile la salita, aiutati dalle mogli che li seguivano portando sulla schiena le gerle da riempire con i prodotti che da quel terreno arido riuscivano a ricavare.
Perchè quelle zone potessero diventare coltivabili fu necesssaria la costruzione di una rete infinita di muretti che riuscissero ad arginare la terra impedendole di franare e creando delle piccole strisce pianeggianti che girano attorno alla collina; tutto questo è stato realizzato utilizzando soltanto la forza delle braccia ed i materiali poveri che la regione offriva, ossia sassi e ciottoli di diverse misure. I muri sono stati tutti costruiti a secco, sovrapponendo una pietra all'altra con una tale maestria e precisione che, ancora oggi, è possibile ammirare questo immenso lavoro, lungo ben undicimila chilometri e giudicato dagli studiosi per nulla inferiore alla Muraglia Cinese.
Conservatosi nei secoli grazie all'abilità dei suoi costruttori questo paesaggio mantiene tuttora il suo aspetto originario, che rende le Cinque Terre un luogo di una bellezza e di una rarità uniche al mondo e che suscita ancora oggi l'ammirazione di chi lo osserva, essendo esso la testimonianza della storia di intere generazioni che hanno saputo affrontare una natura talvolta ostile, senza però mai cercare di distruggerla, ma raggiungendo con essa un perfetto equilibrio
E' possibile godere appieno dello splendido scenario che le Cinque Terre offrono soprattutto percorrendo a piedi i numerosi sentieri che collegano i cinque borghi marinari, tra cui la famosa Via dell'Amore, scavata nella roccia tra Riomaggiore e Manarola. Questi percorsi permettono di ammirare i panorami estremamente suggestivi delle scogliere che s'interrompono a picco sul mare e di conoscere i profumi tipici della riviera ligure.
Altrettanto suggestivi sono i percorsi che conducono in collina, attraverso ripide mulattiere che si inerpicano fino a raggiungere i grappoli di case abbarbicati sui pendii, fiancheggiate da lunghi filari di uva e da alberi di olivo, frutto di secoli di faticoso lavoro.
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