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I santuari di Liguria tra miracolo e leggenda- GENSnews - anno 2002 n° 12 del 18/03/2002

Si racconta che il 18 marzo1536 un contadino di nome Antonio Botta ebbe una visione mentre si recava nel podere di un parente recitando il rosario; fermatosi a bagnarsi le mani in un ruscello, vide scaturire dall'acqua una luce intensa che presto prese sembianze umane, nella foggia di una giovane donna, vestita di bianco con una scintillante corona d'oro sul capo. La Vergine rivolse a lui un messaggio di preghiera e di penitenza dicendo che i savonesi avrebbero dovuto farsi perdonare il loro ingiusto comportamento digiunando per tre sabati e levando lodi a Lei rivolte.
Quattro sabati dopo, l'8 Aprile, si ripetè l'apparizione e la Madonna, nel rinnovare il messaggio già dato, benedisse tre volte il torrente e mormorò le parole "misericordia e non giustizia". Immediatamente iniziò la costruzione del santuario nel luogo dove erano avvenute le visioni. La struttura portante era già terminata quattro anni dopo.
All'inerno furono collocate due statue lignee che raffigurano la Vergine e ai suoi piedi, in ginocchio, il pastore Antonio Botta, entrambe opera di Pietro Orsolino. L'immagine di Maria fu incoronata il 10 Maggio 1815 da Papa Pio VII, appena liberato dalla prigionia napoleonica, come ringraziamento per essere stato ascoltato nelle sue preghiere.

Santuario di Gesù Bambino di Praga
Famoso in tutta Europa questo complesso ecclesiastico è basato sul culto del Bambino di Praga, sviluppatosi nella capitale ceca intorno alla statua in cera di Gesù Bambino, vestito con abiti regali alla maniera spagnola, donata dalla principessa Polissena di Lobkowitz nel 1628 ai Frati Carmelitani Scalzi.
A seguito dei miracoli attribuiti a Gesù Bambino ebbe inizio la devozione per il piccolo, poi diffusa in tutto il mondo dai Carmelitani figli di Santa Teresa d'Avila. Ad Arenzano il culto venne introdotto agli inizi del 1900, prima con un quadro e poi con una copia della statua praghese, donata ancora una volta da una donna.
Una particolarità del culto di cui è oggetto il Bambino di Praga consiste nel rito della vestizione della statua: è tradizione ormai secolare infatti quella di cambiare periodicamente l'abito della statuina, che dispone di ben 80 vestitini di colori diversi; alla sostituzione di abiti si procede con estrema cura ed attenzione dal momento che la piccola effigie è realizzata in cera, materiale di estrema fragilità, tanto che per evitare incidenti la statua è dotata di un cilindro metallico che l'avvolge fino alla vita.

Legata ad eventi miracolosi e leggendari è anche l'origine di altri due santuari che sorgono in altrettante località della riviera di levante:

Basilica di Santa Maria della Rosa
Il culto per la cosiddetta Madonna della Rosa risalirebbe molto indietro nel tempo, secondo quanto attestato da un documento del 1311 in cui l'immagine della Madonna con il Bambino in braccio ed una rosa nell'altra mano è citata come risalente a molti secoli prima. Durante i lavori di costruzione della Basilica della Rosa, iniziati nel 1658, venne trovata una pozza d'acqua profumata proprio sotto il piccolo altare su cui era poggiata la statua della Vergine.
L'acqua rivelò presto della proprietà prodigiose quali la capacità di guarire da numerose infermità e malattie, il che ha accresciuto notevolmente la fama del santuario stesso nel corso dei secoli.

Santuario di Nostra Signora dell'Orto
La nascita di questa chiesa è legata alle vicende di una popolana chiavarese che nel 1493, avendo ricevuto la grazia di non essere stata contagiata dalla peste, incaricò un suo concittadino pittore, Benedetto Borzone, di dipingere sul muro del proprio orto l'effigie della Madonna con in braccio il Bambino. Il santuario fu però costruito solo più tardi, tra il 1612 ed il 1633, nel luogo in cui avvenne un'apparizione della Vergine e lì nel 1634 fu traslato l'affresco murario, che ancora oggi si trova in una nicchia al centro dell'altare maggiore e a cui la chiesa deve il suo nome; la Madonna dell'Orto fu proclamata nel 1643 patrona della città di Chiavari e dopo più di un secolo incoronata.

Santuario della Madonna della Pace
Sull'opposta riviera di ponente sorge invece la chiesa della Madonna della Pace: si racconta che il 18 ottobre 1482, quando stava per scoppiare una lotta tra gli abitanti di Albissola e quelli di Stella per questioni di confini, si udì una voce melodiosa provenire da una nube di luce che invitava alla pace; immediatamente fu cessata ogni ostilità e in ricordo di quell'evento miracoloso fu eretta una cappella - oggi cripta della chiesa attuale - in cui fu dipinta la Madonna della Pace, raffigurata con in grembo il Bambino, che tiene in mano una palma da sempre simbolo di non violenza.

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