I pupi siciliani - GENSnews - anno 2002 n° 12 del 18/03/2002
 Se alcune di queste caratteristiche sono ancora oggi comuni a tutti i pupi siciliani, si possono tuttavia riscontrare delle differenze tra le marionette palermitane e quelle catanesi. Infatti mentre le prime sono abbastanza piccole e leggere (non pesano più di 10 chili) ed hanno tutti e quattro gli arti snodabili, le altre possono arrivare anche a 30 chili di peso, hanno le gambe rigide, la visiera dell'elmo fissa e gli abiti più riccamente ornati.
Generalmente i personaggi principali del Teatro dei pupi siciliani hanno mantenuto intatte nel corso dei secoli alcune caratteristiche che li rendono facilmente riconoscibili dagli spettatori e a cui tutti i pupari cercano di attenersi al momento della costruzione; Orlando ad esempio porta sempre la colomba sullo scudo, sulla corazza e sull'elmo, mentre Rinaldo porta il leone; il primo ha abiti e mantello rossi, mentre l'altro li ha verdi.
Orlando è senza dubbio il protagonista indiscusso delle vicende dell'Opera dei pupi; egli è il più valoroso dei paladini di Carlo Magno, ed è un personaggio realmente esistito nel 700, le cui imprese eroiche sono cantate alla fine dell'XI secolo nella Chanson de Roland; caduto nella battaglia di Roncisvalle (778), questi divenne nelle chansons de geste il simbolo delle virtù eroiche e cortesi.
Sulla scena egli è il più valoroso tra i cavalieri di Carlo Magno, a cui salva la vita, è dotato di grande coraggio ed è animato da sentimenti di grande fedeltà e lealtà nei confronti del suo re; tra i personaggi dell'Opera dei pupi è quello in cui maggiormente storia e leggenda si confondono.
Altre due figure che non potrebbero mancare e che ruotano costantemente attorno al protagonista, fungendo da corollario, sono Angelica, la donna saracena per cui lo stesso Orlando impazzisce d'amore perdendo il senno che soltanto sulla luna riuscirà a ritrovare, e Rinaldo, cugino di Orlando, secondo cavaliere della corte di Carlo, dal carattere benevolmente ribelle, che lo ha reso particolarmente amato dal pubblico.
Non possono certamente mancare, accanto ai personaggi che incarnano virtù quali il coraggio e l'onestà, altre figure - se vogliamo "negative" ma altrettanto indispensabili - che i paladini valorosi devono sconfiggere per riaffermare ogni volta la supremazia del bene sul male.
Da sempre infatti l'Opera dei pupi ha voluto essere una sorta di metafora della vita: la battaglia dei cavalieri della Chanson de geste è stata definita "la più invisibile delle guerre invisibili", perchè quella da loro combattuta rappresenta prima di tutto la lotta interiore che ogni uomo deve affrontare per difendere i propri ideali senza lasciarsi sopraffare dalle mille tentazioni che la realtà gli propone e da quelle altrettanto pericolose che albergano in ciascuno di noi.
Ciò contribuisce a spiegare il grande successo avuto dal Teatro dei pupi siciliani che ha saputo mettere in scena le più comuni passioni umane in modo semplice, accessibile a tutti, ma non per questo banale, e capace di far riflettere e divertire nello stesso tempo, in un'atmosfera magica popolata da draghi, mostri, angeli e diavoli.
Anche in virtù di questo l'Unesco ha recentemente dichiarato il Teatro dei pupi "Capolavoro del patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità", attribuendo così per la prima volta un simile riconoscimento non a statue, a monumenti o a siti storici, ma ad una tipica espressione della cultura popolare. In tal modo i pupi sono stati inseriti nel patrimonio mondiale considerato degno di salvaguardia per far sì che non scompaia uno dei più originali prodotti della tradizione siciliana, ma anche dell'artigianato isolano, che con passione e dedizione ha saputo trasformare questi pupazzi in vere e proprie opere d'arte.
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